Nelle vecche cantine del Castello, sopravvissute all'incendio che agli inizi del '700 ha
devastato partedell'originaria roccaforte medioevale, prendono vita i vini dell' Azienda Agricola Le Torricelle nata nel 2003 dal recupero un vecchio vigneto di soli tre ettari adiacente al castello, giusto all’inizio della Val Luretta, una valle di antiche tradizioni viticole a circa 180 metri sul livello del mare.
Tra luci soffuse, per il visitatore sarà possibile osservare la suggestiva struttura a volto in cotto delle cantine e camminare sui pavimenti in terra battuta così come il tempo li ha naturalmente conservati.
Durante la visita alle cantine del castello, sarà anche possibile visitare le zone di lavorazione dei vini , vedere dove invecchiano in barriques di legno di rovere e dove vengono meticolosamente conservate le bottiglie. Volendo, sarà possibile degustare e acquistare i vini prodotti.
Tutti i vini sono prodotti esclusivamente con le uve ottenute dal vignetto del castello.
Alla fine della visita farete due passi tra i vialetti del giardino dove è facile immaginare dame con ombrellini ed eleganti vestiti sorseggiare il tè. Anche il giardino, disegnato dal Villoresi, risale al 1700 e prende il posto della vigna e del fossato che circondava la Rocca per meglio difenderla. Riconoscerete l’influenza francese oltre che nel taglio, nella fontana e nelle statue. E’ interessante notare anche la presenza di un parco, composto d’antiche piante provenienti da vari Paesi secondo i canoni dell’illuminismo.
La seconda parte della visita si svolge nella Villa, sorta sull’antico borgo che era collegato alla Rocca e al cui interno vi erano laboratori di falegnami artigiani e fabbri. La fisionomia della Villa, si presenta oggi esattamente come appariva dopo la ristrutturazione della fine del 1700, che tramutò il “l’antico borgo in residenza estiva della Famiglia. Il cancello di gusto francese, come voleva la moda di allora introduce gli ospiti in un cortile, con pianta scenografica ad U e porticato su tra lati.
La facciata è neoclassica. Prima di varcare la porta di ingresso passerete sotto un arco sormontato dallo stemma degli Anguissola Scotti. Ecco state per entrarenel salone …preparatevi , a un OH!!! di stupore perché vedrete…. Sorpresa!!! Le sale del piano terra, completamente arredate con mobili secenteschi, settecenteschi e ottocenteschi, sono finemente decorate con paesaggi e scene di genere, che conservano ancora vivide le tinte di più di 2 secoli fa.
Degna d’attenzione è la ricca collezione di ceramiche esposte in sala da pranzo, dove nella credenza, sono visibili porcellane di diversa manifattura: Antica Savona, Vecchia Lodi, Giapponesi; mentre sul buffet settecentesco poggia una pregevole porcellana Maissen (Lezione di Piano) e due vasi della porcellana di Sèvres. E per chi ma il biliardo, ci sono un bellissimo tavolo con l’originale segnapunti del 1600 e stecche di tutte le dimensioni.
La Rocca, risalente al 1200 e nata come struttura militare, conserva tutto il fascino dei “castelli” alto-medievali. Già dal viale delle Acacie è possibile scorgere il rivellino, che fungeva d’avancorpo difensivo e connesso al cortile tramite un doppio ponte levatoio di cui sono ancora visibili i ferri e i fori dove passavano le catene.
Quando sarete nel cortile rimarrete affascinati dalla magnificenza del loggiato cinquecentesco, voluto da Luigia Gonzaga, e raggiungibile tramite un doppio scalone. La tipologia di questa loggia costituisce un unicum, almeno per Piacenza e il piacentino; se sarete dei buoni osservatori non vi sfuggirà l’ampia scalinata che dal suolo sembra essere inghiottita nelle tenebre: era l’accesso a un passaggio sotterraneo che premetteva di arrivare, anche a cavallo, fino al Castello di Lisignano (che si trova a Gazzola).
All’interno, la Rocca, si articola in tante stanze, una dentro l’altra come un labirinto: la cucina con due forni, la stanza di Luigia in cui troneggia un imponente camino altre sale dove sono esposti interessanti marmi che vi daranno l’idea dell’importanza delle famiglie Scotti e Gonzaga.